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testo Flavio Gagliardi e Marco Cruscanti

Aulonocara hansbaenschi (Meyer, Riehl & Zetzsche, 1987) rappresenta una specie abbastanza conosciuta dagli appassionati di ciclidi del lago Malawi, anche se probabilmente più nota sotto il nome di Aulonocara nyassae, con cui per lungo tempo è stata importata (Mancini, 1994). Infatti proprio con questo appellativo mi furono vendute, circa nove anni fa, le mie prime Aulonocara hansbaenschi. Si trattava di esemplari, allo stadio giovanile, ben lontani dalla taglia e dai meravigliosi colori degli adulti. Di quei sei esemplari posseggo ancora oggi in un mio acquario un maschio dominante, che ha raggiunto la considerevole taglia di 14 cm; tuttavia soggetti così grandi sembra non si rinvengano in natura (Konings, 1990). La livrea, su cui non mi dilungo sperando che possano essere più esurienti le diapositive, è di quelle più tipiche dei pesci del Malawi, in quanto dominata da un blu metallico nel maschio e da varie gradazioni di marrone nella femmina. C'è comunque da sottolineare una discreta variabilità di colorazione fra i vari maschi, specialmente a carico della zona post-opercolare, che in alcuni casi si presenta rosso mattone, gialla o può mantenere il blu metallico (che dipende non da semplici variazioni individuali, ma dalla zona di provenienza. Quindi per non incrociare esemplari di provenienza differente, occorre acquistarne contemporaneamente un piccolo gruppo. N.d.r.).


Aulonocara baenschi

Aulonocara stuartgranti


Aulonocara hansbaenschi

Aulonocara sp Maleri


In natura questa specie è stata rinvenuta nei pressi di Fort Maguire e di Masinje: è un'area nel sud del lago vicina al confine tra lo stato del Malawi ed il Mozambico (Konings, 1990).
Per quel che concerne le abitudini di questi pesci, va menzionato che essi sono degli incubatori orali poligami ed è sempre meglio allevare un maschio con più femmine (rapporto 1:3) in modo da evitare che gli attacchi di questo, in genere sempre pronto alla riproduzione e perciò piuttosto aggressivo, si concentrino su di un'unica femmina. Questi Ciclidi evidenziano una spiccata aggressività intraspecifica, che di solito limita il numero dei maschi dominanti presenti nella vasca ad uno (gli altri mantengono la livrea tipo-femmina), accanto ad una scarsa aggressività interspecifica, che mi ha permesso di allevarli pure con specie di taglie piuttosto ridotte. E proprio la scelta dei compagni di vasca di Aulonocara hansbaenschi che rappresenta un punto importante; infatti la naturale timidezza di questi pesci può essere parzialmente superata introducendo nell'acquario dei coinquilini più 'vivaci' che tranquillizzano le Aulonocara e le spingono ad abbandonare i nascondigli. Questi ultimi sono assolutamente necessari nell'allestimento della vasca, considerate le abitudini spiccatamente cavernicole di questi Ciclidi. Anche il materiale di fondo e l'illuminazio-
ne devono essere di quelli più idonei. Il primo dovrebbe essere molto fine, infatti questi ciclidi amano raccoglierlo nella lo-rocavità boccale filtrandolo attraverso i rastrelli branchiali, probabilmente alla ricerca di piccoli invertebrati limicoli. L'illuminazione non deve essere troppo intensa, ma quel che più conta è che sia composta da uno spettro il più possibile somigliante a quello naturale del lago Ma-lawi: con preponderanza di picchi a corta lunghezza d'onda (banda del blu). Caratteristiche come il poco materiale in sospensione e la grande profondità rendono l'ambiente subacqueo di questo grande lago africano dominato da una diffusa luce bluastra, il che mi ha suggerito di abbinare ad una comune lampada a spettro solare una di quelle usualmente impiegate per gli acquari marini, con spettro principalmente blu. Inoltre questo accorgimento mette in evidenza gli splendidi colori dei maschi, senza falsarli. L'alimentazione non presenta alcun problema, ma considerato che sono annoverati come mangiatori di artropodi (crostacei ed insetti), cerco di fornire, quando possibile, crostacei vivi come alcuni anfipodi (genere Gammarus) ed isopodi (genere Asellus) facilmente catturabili nei nostri laghi e fiumi, ma in mancanza di questi qualsiasi tipo di mangime surgelato o secco è sempre accettato di buon grado. Come per l'alimentazione anche per i parametri chimico fisici dell'acqua, questa specie non presenta particolari esigenze e quindi si è dimostrata ottima la normale acqua di rubinetto (solitamente con pH basico e alta durezza). Nel lago Malawi la temperatura di superficie è compresa tra 23.5°C e 27.5°C (Lowe-McConnell, 1987), perciò ho cercato di allevare i miei pesci in questo intervallo, tuttavia valori estremi come 19°C e 32°C non hanno infastidito più di tanto questi Ciclidi.

La riproduzione non presenta alcun problema ed avviene all'interno delle tane. La femmina espelle le uova, che sono subito raccolte in bocca, a piccoli gruppi e poi avvicinandosi con il muso alla pinna anale del maschio permette che lo sperma le fecondi. L'estrema prolificità di Aulonocara hansbaenschi è indubbiamente fonte di molte gioie per un ciclidofilo: una femmina adulta è infatti in grado di deporre mediamente 35 uova, l'incubazione orale dura per circa un mese e bastano 20-25 giorni perché sia nuovamente in grado di riprodursi. Tutto ciò, se si tiene conto del rapporto numerico maschi/femmine, mette in chiaro come la (troppa!) riproduzione sia paradossalmente il problema principale nell'allevamento di questo Ciclide. Comunque a volte ho notato che alcune femmine dopo un paio di giorni di incubazione orale abbandonassero la prole, probabilmente divorandola. Un comportamento simile è stato ben documentato con studi sul ciclide Pseudocrenilabrus multi-color, nel quale l'abbandono della covata sembra essere in relazione con uno scarso numero di uova fecondate durante l'accoppiamento (Mrowka, 1987). L'autore sottolinea che se nel corso dei primi giorni di incubazione orale le uova diminuiscono numericamente, andando al di sotto di un valore soglia (20% del totale delle uova deposte), le cure parentali da parte della madre cessano e la fame prende il sopravvento! La riduzione del numero delle uova è imputabile al fatto che quelle non fecondate, perdendo il loro turgore fisiologico, vengono selettivamente rotte dale genitore grazie ai continui movimenti della bocca. Mrowka ascrive il modello comportamentale dello Pseudocrenilabrus multicolor allo stretto rapporto che si instaura tra covata e genitore all'interno della cavità boccale, supponendo che la prole abbia un effetto inibitore della fame sulla madre e che tale effetto si annulli al di sotto del valore soglia.

Queste osservazioni, anche se non interamente trasponibili ad altre specie di Ciclidi, possono forse suggerire qualche indicazione sul perché a volte accada di perdere una intera covata, ma i risvolti più affascinanti credo siano di tipo biologico-evoluzionistico: infatti un maschio che per vari motivi (poco fertile, poco abile nella difesa del territorio) non sia in grado di fertilizzare la maggior parte delle uova durante l'accoppiamento, vedrà il frutto dei suoi sforzi essere irrimediabilmente annullato dal naturale istinto della femmina a cibarsi di una prole numericamente ridotta. In questo modo, attraverso un retrocontrollo delle femmine, solo i maschi più adatti sarebbero in grado di contribuire al futuro della specie.
Se così fosse, ancora una volta l'etologia dei ciclidi ci avrebbe stupito! Denominazioni commerciali di Aulonoca-ra hansbaenschi: Aulonocara nyassae, Au-lonocara red flush, Aulonocara Fort Maguire (Konings, 1990).

BIBLIOGRAFIA
Konings A. (1990), Cichlids and ali other fishes of lake Malawi, T.F.H. Publi-cations, 485 pp.
Lowe-McConnell R.H. (1987), Ecologica! studies in tropical fish communi-ties, Cambridge Univ. Press, Cam-bridge, 369 pp.
Mancini A. (1994), I pavoni del Malawi: il genere Aulonocara (Regan, 1992). Boll. Ass. Ital. Ciclid. 2: 9-13.
Mrowka W. (1987), Filialcannibalism and reproductive success in thè materia! mouth brooding cichlidfish Pseudocrenilabrus multicolor. Behav. ecol. Sociobiol.

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