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Domenica sera, al termine del nostro consueto congresso, devo ammettere che mi sentivo piuttosto sereno e rinfrancato.
L’anno scorso la scarsa affluenza di pubblico mi aveva fatto decisamente dubitare della opportunità di proseguire con questa iniziativa, la qual cosa, devo riconoscere, mi sarebbe dispiaciuta non poco.
Quest’anno il pubblico è tornato a livelli discreti anche se non ha certo toccato i picchi di certi anni. A questo proposito, però, credo che un ruolo non marginale sia stato giocato dal tema delle conferenze dell’ospite straniero. I Ciclidi nani, per quanto popolari fra gli acquariofili “generalisti” non sono certo fra i più allevati dai ciclidofili più accaniti che spesso non vedono altro che le specie di un determinato continente o addirittura di lago (fatto a mio avviso piuttosto singolare e difficilmente spiegabile razionalmente!).
Come si usa dire in questi casi però, non posso non pensare che “mai come questa volta gli assenti hanno avuto torto”! Le conferenze sui “nani” sudamericani sono state interessantissime, ma soprattutto la conoscenza di una bellissima persona come si è dimostrato Wolfgang Staeck ritengo abbia ampiamente ripagato chi aveva deciso di partecipare al congresso.
Staeck è un uomo gentilissimo, estremamente alla mano e sempre disponibile ad ascoltare e parlare con tutti, come francamente non mi sarei aspettato da una persona che ha setacciato laghi, fiumi e rigagnoli di tutti i paesi tropicali, ha scoperto e descritto decine di specie, scritto articoli e libri a centinaia, tenuto conferenze e lezioni in tutto il mondo e ha avuto l’onore di vedere il suo nome legato per sempre ad alcune specie che gli sono state dedicate.
Accompagnandolo in aeroporto ho azzardato chiedergli che impressione avesse tratto da questo weekend a Faenza e se fosse rimasto deluso nel vedere una platea comunque oggettivamente non molto affollata. La sua risposta è stata, spero non solo per educazione, che era stato molto bene e che poco gli importa che il pubblico sia molto numeroso, quello che conta è che i partecipanti siano veramente appassionati e interessati a quello che sta raccontando.
Ebbene, credo che così sia stato veramente!
Molto interessante e stimolante è stata anche la relazione del “nostro” dottor Piero De Checchi, che ha, inoltre, avuto il merito di capire come andava tarato il suo intervento per un pubblico che aveva appena assistito alla “lectio magistralis” del “guru” Staeck!
Ma il congresso non è solo conferenze (per qualcuno, ahimé, non lo è per niente!), congresso è soprattutto socializzazione e credo che bene abbiamo fatto a togliere una relazione la domenica mattina. Il tempo per parlare e scherzare con persone che anno dopo anno diventano sempre più familiari e, credo di poter dire, amiche non è mai quanto si vorrebbe!
Alla fine, la domenica sera, c’è sempre il rammarico di non aver fatto in tempo a dedicare qualche minuto in più a questo o a quel socio che abbiamo appena salutato.
Personalmente mi spiace sempre moltissimo non aver mai tempo da dedicare alle cosiddette “facce nuove”, cioè ad accogliere in modo consono chi per la prima volta si affaccia, a volta con timidezza a volta addirittura con (ingiustificata!) riverenza, al nostro convegno e ai soci più anziani.
Vorrei invitare tutti questi nuovi appassionati ad essere un po’ più sfacciati e a venirci a tirare per la maglia per farsi conoscere.
Purtroppo quest’anno la lotteria non ha avuto la rilevanza e la ricchezza di premi degli anni scorsi, colpa dell’organizzazione che non si è dedicata abbastanza a bussar cassa alle aziende e probabilmente della crisi economica che colpisce un po’ tutti noi. Cercheremo di rimediare l’anno prossimo perché le risorse che derivano da questa iniziativa fanno sicuramente comodo alle casse dell’AIC.
Per chiudere, un altro aspetto che mi lascia alquanto perplesso è il fatto che quando ci si incontra spesso non si riconoscono le persone con cui si è stati in relazione, a volte anche molte volte, sul forum utilizzando anonimi e, lasciatemelo dire, assurdi nicknames. Non so come, ma comunque vorrei cambiasse questa situazione. Forse usare sul forum il proprio nome e cognome (almeno come firma) e la foto nell’avatar (o per lo meno nel proprio profilo) faciliterebbe di molto la conoscenza e la comunicazione quando ci si incontra di persona!
Chiudo, dunque, invitandovi ancora una volta a partecipare ai prossimi incontri del 2010, il programma è già molto ricco e non dimenticate che a Faenza ogni cinque anni si presenta un certo personaggio, speriamo di riuscire a mantenere la tradizione!
 
Paolo Salvagiani 
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