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looseDomenica 19 settembre ore 18, tutto come prima. Tutto come pochi giorno fa. Il sole ancora caldo di fine estate era tornato a splendere e il solito fastidioso nubifragio era svanito.  Uscendo, ancora una volta stanco ma appagato, dal suo verdissimo parco, ho dato un ultima occhiata al fabbricato sede del museo di scienze naturali di Faenza, vuoto e di nuovo pulito ed in ordine. Pensavo che per una volta tutto il lavoro di riordino era stato eseguito rapidamente e senza grande sforzo e al contempo pensavo che era quindi difficile credere che solo poche ore prime in questo luogo ormai familiare si fosse tenuto l’ennesimo (il 18° per l’esattezza) congresso dell’Associazione Italiana Ciclidofili.

Uno dei tanti dunque? No, uno assolutamente speciale!

Sì le bellissime e interessantissime immagini delle conferenze dei bravi relatori, sì le sempre piacevoli chiacchiere con amici vecchi e nuovi, sì le sempre curiose sbirciate fra le vasche dei pesci e sì anche alla sempre piacevole serata al ristorante tutti assieme. Tutte cose apprezzabilissime, ma che ormai fanno parte in modo quasi scontato della manifestazione. Ma il congresso appena concluso era stato segnato da due eventi del tutto speciali, per la nostra associazione, si intende!

La più importante, soprattutto per il futuro dell’associazione, era stata l’elezione il nuovo direttivo, dal presidente ai consiglieri. Dopo tutti questi anni che hanno visto al vertice Giorgio Meandri era appena iniziata l’avventura di Enzo Marino presidente.

Il secondo evento importantissimo di questo convegno era stato che finalmente la nostra associazione aveva avuto la possibilità di effettuare una donazione ad una persona, speciale a sua volta, che si occupa con passione, oltre che di Ciclidi, degli aiuti umanitari alle popolazioni che vivono sulle coste nord-ovest del lago Tanganica.

Un intervento a favore di popolazioni bisognose certo, ma anche un intervento di salvaguardia ambientale, se è vero, come ci ha spiegato proprio Siegfried Loose durante le sue conferenze, quanto tragiche siano le ricadute sull’ambiente della guerra e della guerriglia che da anni dilaniano quelle zone.

Dunque, uno degli obiettivi della nostra associazione, indicato proprio nel suo per altri versi ormai superato statuto, quello della salvaguardia ambientale, era stato appena stato raggiunto.

Per carità, la cifra devoluta non era grandissima, si trattava di 250 €, ma comunque utile e credo soprattutto di grandissimo valore simbolico per tutti noi soci.

Tornando alla figura del neopresidente Enzo Marino, sono certo di non esagerare, nel definirlo come uno dei più esperti ciclidofili italiani, la sua passione risale a moltissimi anni fa e nelle sue numerosissime vasche è passato di tutto in questi anni. Epiche sono le storie dei suoi pionieristici viaggi all’estero alla ricerca dei primi Ciclidi africani importati in Europa!

A fronte di  questa vastissima esperienza un entusiasmo tuttora intatto. Quante volte ho sentito nel tono della sua voce al telefono l’emozione di un ragazzo nel confidarmi che era appena riuscito ad osservare la riproduzione di una specie particolare o a trovare il contatto giusto che gli avrebbe permesso di procurarsi(ci) l’oggetto del suo(nostro) ultimo desiderio!

Enzo si era presentato a Faenza carico di nuove idee e buoni propositi che avrebbe voluto comunicare alla (per una volta nutrita) assemblea dei soci. Purtroppo fra l’accavallarsi delle idee e delle proposte di tutti i partecipanti, la mancanza di un moderatore che regolasse un po’ gli interventi, le battute di spirito più o meno opportune e il tempo come sempre troppo scarso, Enzo non è riuscito ad esprimersi come e quanto avrebbe voluto e questo gli ha lasciato comprensibilmente un po’ di amaro in bocca.

Ad ogni modo credo che tutti abbiano capito come lo scopo di Enzo sia quello di lavorare sodo, con un gruppetto di collaboratori, al fine di rilanciare ed espandere all’Italia e perfino all’estero la nostra associazione. Altra innovazione da lui proposta è quella di rendere il congresso nazionale itinerante con frequenti cambiamenti di sede al fine di avvicinarsi a turno anche agli appassionati che finora hanno ritenuto di non potere o volere affrontare il viaggio fino a Faenza.

Molte altre proposte sono rimaste inespresse o quasi, ma sono sicuro che non mancheranno tempi e sedi opportuni per farle emergere e concretizzare.

La cosa veramente importante, è stato ancora una volta ribadito, è che chi si assumerà degli impegni, grandi o piccoli che siano, poi lavori seriamente per assolverli.

Vorrei chiudere queste considerazioni a caldo con un ringraziamento personale, come sempre ai tanti partecipanti che hanno contribuito al successo anche di questa edizione, alle aziende che anche quest’anno hanno reso possibile lo svolgimento della lotteria, ma sopratutto a coloro che dopo il termine dei lavori, pur dovendo ancora affrontare il lungo viaggio di ritorno, hanno voluto trattenersi ancora un paio d’ore a collaborare coi soliti pochi autoctoni a smantellare tutto ciò che era servito per la manifestazione e a rimettere tutto in ordine.

Ah, fra questi volenterosi c’era anche il neopresidente, un buona partenza e un bell’esempio per tutti, direi!

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